16/03/2017 Enrico Franzolin: «Da Unox a VeNetWork, una rete fra impresa e territorio»

Enrico Franzolin: «Da Unox a VeNetWork, una rete fra impresa e territorio»

«Perché ho cominciato a fare l’imprenditore? Fino a 36 anni il mio lavoro è stato il manager per diverse aziende, poi ha prevalso la mia aspirazione a realizzare, in prima persona, qualcosa che avevo in testa: un prodotto diverso, qualcosa che, quando mi guardavo attorno, non esisteva».

Enrico Franzolin racconta così, con schiettezza, il percorso che lo ha portato nel 1990 a fondare Unox, azienda di Cadoneghe, in provincia di Padova, che produce forni professionali. «All’epoca non esisteva la parola “startup”, si parlava di garagisti – sorride –. Ecco, io ero uno di quelli. Volevo mettere in pratica un modello di sviluppo in cui non prevalesse l’aspirazione a “fare soldi” fine a se stessa, ma l’innovazione».

Il “botto”, dopo l’avvio, è arrivato grazie alle brioches. O, per dirla meglio, grazie all’intuizione di fornire ai bar i forni per cuocere, all’alba, i prodotti da forno surgelati. Un filone che allora era agli inizi, e in cui Unox si inserisce al volo, crescendo rapidamente anche all’estero. Negli anni sono arrivate altre innovazioni, fra cui le linee di alta gamma destinate agli chef.

«Un concetto aperto di imprenditoria»

«Una delle altre cose che più mi piacciono è attorniarmi di persone talentuose – si racconta ancora Franzolin –. Persone in grado di innovare, ragionare in modo diverso, rompere gli schemi, procurarsi ogni giorno una nuova sfida».

Non poteva resistere, l’imprenditore di Cadoneghe, a una sfida come VeNetWork, di cui oggi è socio. «Quando ho conosciuto il presidente di VeNetWork Alberto Baban è scattata subito una forte empatia – spiega Enrico Franzolin –. A unirci sono un concerto aperto di imprenditoria, la voglia di mettere in moto relazioni positive. Perché sono convinto che, se un’impresa funziona bene, è certo merito della bravura dell’imprenditore, ma anche di tutto quello che c’è intorno: il territorio con le opportunità, le competenze e le relazioni che offre. Per questo credo che un buon imprenditore, mentre sviluppa la propria idea di business, debba cercare di far tornare al territorio parte di quello che ha ricevuto».

Ma le relazioni, ne è convinto il fondatore di Unox, da sole non sono sufficienti a cambiare la realtà. «Il mondo è pieno di idee, ma poi bisogna “scaricarle a terra” – dice –. Cioè far crescere quel tessuto connettivo fatto di istituzioni, imprese, persone, che contribuiscono a rendere una bella idea qualcosa di importante e, soprattutto, concreto. È quello che stiamo facendo con VeNetWork: vediamo il germoglio dell’impresa che ha bisogno di essere curato per crescere. E noi sappiamo come farlo».

I commenti sono chiusi