10/09/2018 Marino Malvestio: «Con VeNetWork. Perché il vero imprenditore lavora per il territorio»

Marino Malvestio: «Con VeNetWork. Perché il vero imprenditore lavora per il territorio»

Marino Malvestio da 36 anni è alla guida con suo fratello Giuseppe di un gruppo internazionale che affonda le sue radici a Villanova di Camposampiero (Padova). Aveva 22 anni la prima volta che è entrato nella Malvestio S.p.A, l’azienda fondata da suo padre, il cavalier Guido, nel lontano 1937. In questi 81 anni l’azienda, nata come piccola attività artigianale di carpenteria metallica, si è specializzata in arredamenti per strutture ospedaliere, diventando il primo gruppo del settore in Italia e tra le prime cinque realtà al mondo per qualità produttiva.

«Quando sono entrato in azienda avevamo 90 collaboratori, ora sono più di 200. Il nostro mercato è il mondo: lavoriamo in oltre venti Paesi, esportiamo il 35% delle nostre produzioni tra Europa, Centro e Sud America, Golfo Persico e Africa» racconta Marino Malvestio. All’alta qualità dei materiali usati, espressione del migliore made in Italy, si affiancano un’organizzazione professionale ed efficiente, l’utilizzo di sistemi di progettazione all’avanguardia, l’attenzione maniacale per la personalizzazione dei prodotti e la capacità di anticipare le esigenze di un settore più esposto di altri, qual è quello sanitario.

Una missione che i due fratelli Malvestio portano avanti nel solco degli insegnamenti paterni: «L’azienda è stata da sempre la seconda famiglia di mio padre che però, al momento giusto, ci ha lasciati camminare da soli – ricorda l’imprenditore –, dimostrandosi capace di una grande saggezza. Così, il passaggio generazionale è stato graduale e assolutamente naturale».

Un patrimonio, questo, che Malvestio ha scelto di mettere al servizio del proprio territorio, aderendo a VeNetWork, la società per azioni con capitali privati presieduta da Alberto Baban che si configura come un acceleratore di opportunità produttive e finanziarie. «Sono convinto – spiega Malvestio – che un imprenditore non debba fare bene solo per se stesso, ma che possa lavorare anche al servizio del suo territorio, creando valore non per spirito missionario, ma grazie alla professionalità e all’esperienza che ha acquisto attraverso le sue imprese».

Per questo ha sposato VeNetWork fin dai primi momenti: «Ciò che mi ha colpito di questo progetto è lo spirito con cui è nato: unirsi per contribuire a salvare, in maniera produttiva e proattiva, il patrimonio aziendale veneto che la crisi del 2008 rischiava di cancellare». Il tutto, lavorando in rete. «Un valore aggiunto importante – conclude Malvestio –. Perché è sempre dal confronto che deriva il miglior arricchimento reciproco».

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