29/01/2019 Nicola Mason: «Dopo Tapì, con VeNetWork cerco nuove storie di successo»

Nicola Mason: «Dopo Tapì, con VeNetWork cerco nuove storie di successo»

Per Nicola Mason l’approdo a VeNetWork ha il sapore di un ritorno a casa. Aria di famiglia: «Con Alberto (Baban, presidente di VeNetWork, ndr) ho condiviso la lunga storia imprenditoriale di Tapì – racconta -, che abbiamo fondato insieme nel 1999 e ceduto quasi vent’anni dopo, nel 2017. Partendo da zero abbiamo creato un gruppo con più di 500 dipendenti. E poi, prima ancora, lo conoscevo perché veniva a trovare mia sorella. Erano fidanzati, ora sono sposati».

Ma c’è anche tanto business dietro alla recente adesione da parte di Mason al club di imprenditori veneti appassionati di re-startup d’impresa. «L’occasione è stata l’acquisizione di Bauer, azienda triestina che conoscevo per i clienti in comune con la mia attività: loro gli forniscono le spezie, io i tappi. Conosco molto bene il mondo degli spirit, e in Bauer ho visto opportunità di crescita importanti». Alla fine del 2018 l’azienda triestina è stata acquisita da VeNetWork, della cui “rete” Nicola Mason è entrato a far parte a tutti gli effetti.

«L’esempio di Bauer è interessante perché riassume la mia visione dell’imprenditoria – spiega Mason -. Vendere tappi, spezie o borse… non cambia molto. Non è il “cosa”, ma il “come” lo si fa a fare la differenza. Il concetto di fondo è che le aziende vanno sempre sviluppate, ripensate, non possono cristalizzarsi troppo in un unico settore. Provengo da una famiglia di imprenditori del settore vinicolo della Marca: la classica azienda familiare, fondata da mio nonno. Ho fatto esperienza lì, in ambiti commerciale e di produzione, ma a trentun anni, in seguito a vicissitudini familiari, ho dovuto reinventarmi completamente».

Fu allora che Mason incontrò il coetaneo Baban. «Si occupava di materie plastiche, e anche lui era alla ricerca di nuovi sbocchi di carriera. Mi portò un tappo rosso per bottiglie di vino. Era di plastica, di produzione americana». L’idea del tappo di plastica si sviluppa e diventa Tapì, storia di successo conclusa nel 2017 con un happy ending: “exit” di lusso, cessione delle quote al fondo Wise e mantenimento della produzione in Italia.

«Anche dopo la cessione ho continuato a collaborare con Tapì – racconta Mason -. Ho aperto uno spin off, Revò, che segue il settore della birra e sfrutta il know how e la rete commerciale del gruppo per sviluppare questo nuovo filone». Una passione, quella per il fare impresa, che non si spegne, anche se Mason riconosce di concedersi ritmi meno frenetici di un tempo: «Ma l’errore della vita sarebbe fermarsi e dire: ora non lavoro più. Anche per questo ho scelto di aderire a VeNetWork. Risponde al bisogno di continuare a confrontarsi per crescere. Si fanno affari, certo, ma soprattutto c’è l’occasione di un confronto con altri imprenditori, con altri punti di vista ed esperienze. In uno slogan: open mind».

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